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	<title>Il mio mondo a 4 stelle &#187; l&#8217;individuale</title>
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		<title>Il mio mondo a 4 stelle &#187; l&#8217;individuale</title>
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		<title>Il furbetto del XXI secolo</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Jun 2008 21:13:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>eva6mila</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ho affinato una particolare abilità nell&#8217;intuire la professione indicata sulla carta d&#8217;identità di alcuni personaggi. La questione è semplice: abbigliamento casual, camicia aperta sul petto depilato, abbronzatura precoce, un mega Suv parcheggiato bene in vista di fronte all&#8217;ingresso, una mignotta al seguito&#8230; i conti sono presto fatti, si tratta di un imprenditore! Non mi è [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=eva6mila.wordpress.com&blog=2411159&post=29&subd=eva6mila&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Ho affinato una particolare abilità nell&#8217;intuire la professione indicata sulla carta d&#8217;identità di alcuni personaggi. La questione è semplice: abbigliamento casual, camicia aperta sul petto depilato, abbronzatura precoce, un mega Suv parcheggiato bene in vista di fronte all&#8217;ingresso, una mignotta al seguito&#8230; i conti sono presto fatti, si tratta di un imprenditore! Non mi è mai capitato di leggere &#8220;operaio&#8221; o &#8220;commesso di supermercato&#8221; o ancor meglio un elegante &#8220;omissis&#8221;, piuttosto dietro questo identikit e tanta ostentazione c&#8217;è sempre &#8220;l&#8217;imprenditore del XXI secolo&#8221;.</p>
<p>Questa sotto-categoria di imprenditore difficilmente usa carte di credito, piuttosto gira sempre con una cospicua somma di denaro in contanti nella tasca, pronta ad essere sfoderata non appena incontrano la mia diffidenza. Proprio non capiscono che così facendo la loro posizione peggiora, e non posso fare altro che chiedere un bel prepagamento di tutti i servizi.</p>
<p>Ovviamente queste considerazioni sono frutto di anni di studio e, purtroppo, di errori fatti a mie spese per non aver capito abbastanza in anticipo che non è tutto oro quello luccica. Una volta, infatti, uno di questi personaggi prese una camera per &#8220;far riposare&#8221; per qualche ora la sua signora. Va da se che il cliente se ne andò senza pagare lasciando sul mio conto personale una bella somma che includeva anche un bel filmetto hard&#8230; per conciliare forse il riposo della sua amica. Dopo un anno esatto però fece l&#8217;errore clamoroso di tornare nel mio albergo e di trovarmi in turno e così:</p>
<blockquote><p>&#8220;Ha una camera disponibile?&#8221;<br />
&#8220;Buongiorno&#8230;sono contenta che finalmente sia tornato a saldare il conto di un anno fa&#8221;<br />
&#8220;Come prego?&#8221;<br />
&#8220;Forse lei non ricorda, ma esattamente un anno fa, alle ore 15:00 o al massimo 15:30, lei mi chiese una camera per lei e la sua signora, ma forse per errore non è passato alla reception a pagare&#8221;<br />
Dopo un momento di esitazione, illuminato da quella che può essere sembrata la risposta più intelligente da dare, aggiunse:<br />
&#8220;Dunque&#8230; una anno fa, uhm&#8230;Ah si ricordo! Lei non ci crederà, ma quando sono uscito dall&#8217;hotel sono stato colpito da un&#8217;emorragia celebrale che mi ha tolto la memoria per molto tempo!!!&#8221;<br />
Ero piuttosto indecisa se sbottare a ridergli in faccia o tenergli il gioco. Però pensai che quest&#8217;ultima opzione sarebbe stata più funzionale alla mia resa dei soldi, così dissi:<br />
&#8220;Capisco, sono molto dispiaciuta, comunque provo io a ricordargli la somma dovuta: sono 150 euro grazie&#8221; e allungo la mano.<br />
Lui con fare dimesso allunga subito i soldi stropicciati e aggiunge:<br />
&#8220;Comunque ce l&#8217;ha una camera disponibile?&#8221;<br />
ed io:<br />
&#8220;Mi spiace&#8230; siamo al completo!&#8221;.</p></blockquote>
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		<title>il navigatore</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Jun 2008 19:28:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>eva6mila</dc:creator>
				<category><![CDATA[italiani]]></category>
		<category><![CDATA[l'individuale]]></category>
		<category><![CDATA[la comunicazione]]></category>

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		<description><![CDATA[La tecnologia ha cambiato la vita a tutti. Come tante protesi, dispositivi di ogni tipo ci semplificano la vita, o almeno ci convinciamo di questo. Tra i tanti, quello che rischia di inibire la funzionalità di una parte di materia grigia è il navigatore. Sempre più diffuso nelle macchine di tutte le cilindrate, il navigatore [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=eva6mila.wordpress.com&blog=2411159&post=27&subd=eva6mila&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>La tecnologia ha cambiato la vita a tutti. Come tante protesi, dispositivi di ogni tipo ci semplificano la vita, o almeno ci convinciamo di questo. Tra i tanti, quello che rischia di inibire la funzionalità di una parte di materia grigia è il navigatore. Sempre più diffuso nelle macchine di tutte le cilindrate, il navigatore rende l&#8217;uomo imbecille, incapace di prendere qualsivoglia iniziativa all&#8217;infuori di quello che gli dice quella malefica scatoletta.</p>
<p>Un classico è la telefonata del cliente che chiede informazioni su come arrivare all&#8217;hotel. Modestamente sono capace di dare queste informazioni ad occhi chiusi, da qualsiasi parte di Roma si provenga, con una minuziosità di particolari eccezionale. Richiedo solo un&#8217;accortezza: che mi si ascolti! Invece no, il proprietario di un navigatore dopo 20 secondi che ascolta, annuncia subito che lo scopo della telefonata non è avere indicazioni stradali&#8230; che cavolo, per quello c&#8217;è il navigatore&#8230;quanto  il nome di  una via  più grande che  il proprio apparecchio sia in grado di riconoscere.  A volte mi ostino a fargli capire che con tre, al massimo quattro brevi manovre può arrivare all&#8217;hotel, ma tutte le volte mi viene risparmiato il fiato.</p>
<p>Poi c&#8217;è il cliente che ti chiede un ristorantino dove mangiare pesce. Comincio allora a spiegargli che circa a tre chilometri c&#8217;è n&#8217;è uno delizioso, deve girare alla prima a destra, arrivare al semaforo e girare subito a sinistra, andare sempre dritto fino al semaforo successivo dove all&#8217;angolo c&#8217;è il ristorante. Ebbene, il cliente forse per educazione non mi interrompe, ma mi accorgo che non sta facendo nemmeno il minimo sforzo per seguirmi. Alla fine mi interrompo e a quel punto esce allo scoperto: &#8220;mi serve solo l&#8217;indirizzo, perchè ho il navigatore!&#8221;. Getto sul bancone la penna con cui avevo tracciato con tanta pazienza il percorso e lo avviso che non conosco il numero civico, ma lui con fare impavido mi dice &#8220;fa niente&#8221;. Va bene, penso, prenditi il nome di questa via che è lunga solo 5 chilometri, e che probabilmente il navigatore ti farà prendere dall&#8217;inizio, mentre il ristorante è alla fine&#8230;sono proprio contenta!</p>
<p>Poi c&#8217;è il cliente che deve andare in farmacia, Gli spiego di andare sempre dritto fino alla piazza. Ma lui si sente poco bene, preferisce andare in macchina, solo che ha bisogno del nome esatto della piazza da impostare sul navigatore. &#8220;Ma questo è assurdo&#8221; dico &#8220;guardi, che se si affaccia fuori, alla fine della via intravede la piazza!!&#8221;. Con il volto un&#8217;pò impaurito mi osserva, sembra proprio aver dimenticato come percorrere trecento metri senza usare il navigatore.</p>
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		<title>Popey 1</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Mar 2008 19:05:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>eva6mila</dc:creator>
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		<category><![CDATA[la comunicazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Fino a un po&#8217; di tempo fa, nel mio hotel, arrivavano diversi americani, da sempre considerati come buona clientela, nel senso che non badavano a spese. Oggi sono sempre di meno, e anche loro, come gli europei, si adattano a soluzioni low cost.
Il turista americano era quello che noleggiava un auto con conducente per un intero giorno, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=eva6mila.wordpress.com&blog=2411159&post=19&subd=eva6mila&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Fino a un po&#8217; di tempo fa, nel mio hotel, arrivavano diversi americani, da sempre considerati come buona clientela, nel senso che non badavano a spese. Oggi sono sempre di meno, e anche loro, come gli europei, si adattano a soluzioni low cost.</p>
<p>Il turista americano era quello che noleggiava un auto con conducente per un intero giorno, capace di fargli anche da guida turistica in lingua. Oggi, invece, il cliente americano tende a comportarsi come turista &#8220;fai da te&#8221;,  com&#8217;è il caso del signore che è arrivato nel mio hotel. Un uomo rosso ed esageratamente fuori peso, accompagnato dalla madre troppo anziana per aver potuto sopportare un viaggio così lungo (eppure ce l&#8217;ha fatta), mi chiede dove può trovare un negozio di gadgets cristiani (traduzione letterale). Mi viene in mente una via in prossimità del Pantheon, famosa a Roma proprio per questo tipo di negozi, gli stessi dove si riforniscono i preti. Il cliente allora mi chiede come poterci andare, in quanto si rende conto di stare in una zona periferica della città. Gli propongo un taxi, visto che è già un miracolo che la madre sia riuscita a fare la traversata dell&#8217;Oceano,  ed escludo che possa sopportare la traversata di Roma con i mezzi pubblici. Ma lui insiste, soprattutto dopo avergli detto che il taxi costerebbe € 29,00 in più rispetto all&#8217;autobus.</p>
<p>Approfittando del momento di calma presso la reception, decido di dedicarmi al cliente con ampie spiegazioni: &#8220;So, you can catch the bus 790 until Magliana Station, and from there the metro until Colosseo, and from there the bus 87 until here&#8221;, indicandogli un cerchio rosso sulla mappa Largo Argentina, e poco distante la via con i negozi che cerca. Gia&#8217; da qui mi chiede la distanza tra la fermata del bus e la via, perchè mi dice che proprio non ama camminare. Eppure già dalla mappa si vede che sono vicinissime, comunque lo tranquillizzo: &#8220;few metres sir, 30 metres&#8221;. Lui rimane con lo sguardo fisso sulla mappa, e con una lentezza impressionante comincia a segnare con la penna degli strani segni, ripercorrendo a mente i vari passaggi e dice:&#8221; ok the bus 87 until here&#8221; ed indica la stazione Magliana, &#8221; and then 790&#8243;. Allora gli rispondo:&#8221; no, no, sir 790 before and then 87&#8243;. Vicino a quei segni che aveva scritto in precedenza, aggiunge i numeri degli autobus. Non lo vedo convinto, infatti mi chiede dov&#8217;è la fermata del 790. Gliela indico al di là della vetrata, ma mi accorgo che non è sufficente. Così tiro fuori una cartina della mia zona e gli indico la fermata. Prende in mano il foglio e comincia a girarlo in più versi. Mi chiedo cosa stia facendo, proprio non capisco. Dopo mezzo minuto di giri di foglio mi chiede le coordinate spaziali: &#8220;where&#8217;s the North?&#8221;, ed io &#8220;Here sir, here&#8221;. Ma che gli servirà sapere dov&#8217;è il Nord? Comunque ancora ho del tempo da dedicargli, quindi continuo ad assecondare le sue stranezze.</p>
<p>Poi mi chiede dov&#8217;è un negozio il cui nome glielo ha fornito in precedenza il mio direttore. Quel nome non mi dice niente, allora mi rivolgo al mio direttore chiedendogli dove si trovi, e lui mi dice:&#8221;Via della Conciliazione&#8221;,  ed io &#8220;si vabbè ma su quale lato?&#8221;, &#8220;ma chi se lo ricorda? Via della Conciliazione e basta&#8221;, ma io insisto &#8220;guardi, lei non capisce, ho bisogno di sapere esattamente a che punto di Via della Conciliazione si trova il negozio che cerca questo signore, altrimenti mi si pianta qui  come un mulo &#8220;, per fortuna capisce la mia situazione e mi dice &#8220;all&#8217;angolo destro, si, all&#8217;angolo destro&#8221;. Ho capito, ne ha sparata una, un suggerimento per fare lo stesso con il cliente e così, mostrandogli via della Conciliazione sulla mappa, gli indico un angolo a caso dicendogli: &#8220;the shop is here&#8221;, ma poi pentendomi subito gli aggiungo: &#8221; more or less&#8221;.  </p>
<p>&#8220;How can I get to Via della Conciliazione?&#8221;, semplice penso, metà del lavoro, almeno fino alla metro è stato fatto, e così ripeto, in modo frettoloso, visto che era la terza volta che gli ripetevo lo stesso tragitto: &#8220;You catch the bus 790 until Magliana&#8221;, e aggiungo, &#8220;from there you get the Metro to Termini, then you change the line ang get off to Ottaviano and take a walk to Via della Conciliazione&#8221;. A questo punto, mi rendo conto che non aveva capito che quella cartina che gli avevo messo sotto gli occhi, con due linee tracciate e tanti nomi vicino,  fosse il tracciato delle uniche due linee di metropolitana che esistono a Roma. Incredibile, forse pensava che fossero le uniche due strade esistenti a Roma, non so come spiegarmelo, sta di fatto che ho dovuto tirar fuori tutti i nomi anglofoni per fargli capire che si trattava della metropolitana: &#8220;this is the metro map, the underground&#8221; e ci provo pure con l&#8217;inglese:&#8221;this is the tube!&#8221;. Ma lui ancora con fare perplesso mi chiede come poter cambiare da una metro all&#8217;altra, che tipo di indicazioni troverà, e soprattutto se è facile. A questo punto alzo le mani. Questo qua mi chiede se è facile cambiare linea di metropolitana? Assolutamente no, è l&#8217;esperienza più pazzesca che ti possa capitare, anzi prendi un biglietto da visita del nostro albergo, con l&#8217;indirizzo e tutto, così in qualsiasi punto ti trovi puoi prendere un taxi e tornare, e vorre aggiungere&#8230;deficiente! Resosi conto della mia punta di esasperazione, decide di darsi un tono da grand viveur, e guardando il Tevere sulla mappa mi chiede in che direzione fluisca. Non ci posso credere, ma che gli frega? Ok, decido ancora di essere paziente e gli indico la direzione, e lui &#8220;I&#8217;m a sailor, I travelled all around the world by the ship&#8221;. Ora capisco, è un navigatore, e se solo potesse prendere una barca, anche piccolissima, si girerebbe Roma con estrema facilità e disinvoltura. Chissà da quale Stato degli USA viene il marinaio, la curiosità è forte a questo punto, e penso dal Massaschussets, in giro per i mari del Nord, o dalla Florida, in giro dei mari del Sud. Ma lui, inghiottendo la solita patata che contraddistingue il tipico accento americano mi risponde: &#8220;Texas!&#8221;.</p>
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		<title>la mia scodella prego!</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Mar 2008 19:00:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>eva6mila</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Immaginate di giocare a quel simpatico gioco chiamato &#8220;della valigia&#8221;, ovvero alla domanda &#8220;cosa porti nella valigia?&#8221; rispondete a turno cose assurde tipo &#8220;il mio frullatore, il mio letto, la mia camera, la mia libreria, il babbo e la mamma ecc&#8230;&#8221;, tutte cose che, mano mano che si procede con il gioco, bisogna ricordare nel [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=eva6mila.wordpress.com&blog=2411159&post=20&subd=eva6mila&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Immaginate di giocare a quel simpatico gioco chiamato &#8220;della valigia&#8221;, ovvero alla domanda &#8220;cosa porti nella valigia?&#8221; rispondete a turno cose assurde tipo &#8220;il mio frullatore, il mio letto, la mia camera, la mia libreria, il babbo e la mamma ecc&#8230;&#8221;, tutte cose che, mano mano che si procede con il gioco, bisogna ricordare nel giusto ordine. Ebbene, è normale che il gioco sia accompagnato da  risa e risatine per le cose più improbabili che vengono scelte, ma d&#8217;altra parte è un gioco, e più fantasia si mette e più si fa divertente. Se poi si passa dalla finzione alla realtà, la cosa si fa ancora più esilarante. Oggi un cliente ha avuto da ridire sulla mancanza di una scodella adeguata per bere il latte nella sala colazioni. &#8220;Ma signore&#8221; ho risposto &#8220;proprio non capisco, abbiamo le tazze per bere il latte&#8221;. Intanto il cliente frugava nella sua pesante valigia, e finalmente, tutto soddisfatto, estraeva e brandiva con la mano destra un&#8217;enorme scodella bianca dicendomi: &#8220;vede signorina, questa è una scodella!!!&#8221;. Poi, con la scodella sotto il braccio l&#8217;ho visto allontanarsi verso il ristorante per una colazione degna di un cavallo.</p>
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		<title>hotta water</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Feb 2008 11:43:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>eva6mila</dc:creator>
				<category><![CDATA[giapponesi]]></category>
		<category><![CDATA[l'individuale]]></category>
		<category><![CDATA[la comunicazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Ieri, al suono della chiamata interna della camera 51, rispondo: &#8220;ricevimento prego?&#8221;. Dall&#8217;altra parte una vocina da cartone animato mi risponde: &#8220;ah, mm, room ah, fiftu-uanne, mm, could you&#8230;ah&#8230;eto, no, could you, eto&#8230;&#8221;. Nel frattempo mi siedo, preoccupata se e quando questa comunicazione avrà fine. La sprono con lo stesso invito che si farebbe ad [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=eva6mila.wordpress.com&blog=2411159&post=18&subd=eva6mila&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Ieri, al suono della chiamata interna della camera 51, rispondo: &#8220;ricevimento prego?&#8221;. Dall&#8217;altra parte una vocina da cartone animato mi risponde: &#8220;ah, mm, room ah, fiftu-uanne, mm, could you&#8230;ah&#8230;eto, no, could you, eto&#8230;&#8221;. Nel frattempo mi siedo, preoccupata se e quando questa comunicazione avrà fine. La sprono con lo stesso invito che si farebbe ad un cavallo con gli speroni, rispondendogli con un &#8220;yeees&#8230;&#8221;, e lei continua: &#8220;ye, ye, room fiftu-uanne, could you please, ah..eto&#8230;&#8221;. A quel punto squilla un altro telefono. Colta dall&#8217;indecisione se finire la comunicazione con la signora e poi rispondere, opto per allontanare la cornetta della giapponese e sentire chi mi chiama sull&#8217;altra linea. Con una velocità pazzesca, tutto d&#8217;un fiato, dico: &#8220;hotel &#8230;in cosa posso esserle utile?&#8221;. Dall&#8217;altra parte un signore mi dice: &#8221; Buona sera mi chiamo Piera&#8221;. Penso di essermi sbagliata, si tratta dell&#8217;ennesima donna la cui voce al telefono suona maschile. &#8220;Mi dica&#8221;, rispondo, e lei: &#8221;Vorrei prenotare una camera dal 4 all&#8217;11 aprile&#8221;. Nel frattempo riprendo la cornetta della giapponese per sentire a che punto è arrivata: &#8221; eto&#8230;room fiftu-uanne, eto&#8221;. Ok, penso, ancora stiamo ai preliminari, posso prendere questa prenotazione. Continuo così la comunicazione con la sig.ra Piera &#8220;prego signora, ho disponibilità&#8221;. Già armata di carta e penna, mi accingo a prendere tutti i dati e a chiudere la chiamata in meno di un minuto, quando la signora mi interrompe e mi dice: &#8220;c&#8217;è un problema, sono un trans&#8221;. Lo dice talmente veloce, che l&#8217;unica parola che capisco è &#8220;problema&#8221;. Lì per lì penso di non dare peso al cosidetto problema, l&#8217;importante è chiudere presto la comunicazione poichè la giapponese dall&#8217;altra parte è quasi pronta a portare a termine la frase, infatti è arrivata a &#8221; eto..could you please bring&#8230;eto&#8230;&#8221;. Così a Piera dico &#8220;nessun problema signora&#8221;, ma lei insiste &#8220;sono un trans&#8221;. A questo punto ricompongo le lettere di questa specia di monosillabo T-R-A-N-S, ed emetto un lungo e sonoro &#8220;Ah&#8221;, per cercare di prendere tempo e trovare una risposta intelligente, così dico: &#8220;e che problema c&#8217;è, noi accettiamo tutti&#8221;. Appena data la risposta prendo a testate il tavolo, incazzandomi con me stessa per la risposta più stupida che potessi dare&#8230;ci mancava che dicessi &#8220;signora noi accettiamo tutti: cani, pederasti e trans&#8221;&#8230;che stupida! Che fortuna la signora Piera non percepisce la mia risposta in questi termini, anzi mi risponde rincuorata del fatto che io non veda nessun problema. E colpita da tanta disponibilità per raccontarmi la sua vita, fatta di ambienti pieni di pregiudizi, di amiche date in pasto alla strada, delle sue scelte di vita&#8230;oddio, in che situazione mi sono messa, la cosa si fa lunghissima, e non voglio ferire la signora Piera chiudendo in modo sbrigativo la comunicazione.  Poi mi ritorna in mente la giapponese, si la giapponese! La mia svolta per terminare la comunicazione con Piera in modo professionale: &#8220;mi scusi signora se la interrompo, purtroppo ho un&#8217;altra persona sull&#8217;altra linea, e devo salutarla&#8230;quando vuole mi richiami pure&#8221;, e lei &#8220;grazie eva, non mancherò&#8221;. Tiro un sospiro non tanto di sollievo, quanto per preparami a risolvere l&#8217;altra chiamata, quella della signora giapponese. Così, con un&#8217;altra spronata di incitamente dico:&#8221;yes madam, could i bring what madam, what?&#8221; e lei finalmente tutto d&#8217;un fiato, con enfasi liberatoria mi risponde &#8220;hotta water!!!&#8221;.</p>
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		<title>Onorevoli titoli</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Feb 2008 11:56:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>eva6mila</dc:creator>
				<category><![CDATA[italiani]]></category>
		<category><![CDATA[l'individuale]]></category>

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		<description><![CDATA[Mi è spesso capitato di riscontrare tra gli italiani una particolare attenzione per i titoli. Un esempio per essere più chiara: &#8220;Sig. Rossi? No prego, Architetto Rossi!&#8221;. Ma immancabilmente, dopo che vengo corretta, una vocina mi risuona nella testa che dice: &#8221; e chissene frega!&#8221;. Se dovessi dar retta a tutti i capricci di questi clienti [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=eva6mila.wordpress.com&blog=2411159&post=17&subd=eva6mila&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Mi è spesso capitato di riscontrare tra gli italiani una particolare attenzione per i titoli. Un esempio per essere più chiara: &#8220;Sig. Rossi? No prego, Architetto Rossi!&#8221;. Ma immancabilmente, dopo che vengo corretta, una vocina mi risuona nella testa che dice: &#8221; e chissene frega!&#8221;. Se dovessi dar retta a tutti i capricci di questi clienti che pretendono di essere registrati con tanto di titolo, mi ritroverei una lista degli ospiti assolutamente incongrua: Architetto Zegna sotto la A, Dottor Rossi sotto la D, Ingegner Bianchi sotto la I&#8230;ma non funziona così! Una lista degli ospiti è rigorosamente in ordine alfabetico per cognome. Vi sembrerà un dettaglio di poco conto, ma provate ad immaginare se doveste cercare tra gli ospiti in arrivo o tra i 200 già in hotel il Sig. Grossi: &#8220;Accidenti, non lo trovo! Forse è ingegnere e lo trovo sotto la i? No aspetta, forse è ragioniere ed è sotto la r!&#8221;.</p>
<p>Curiosando tra le altre culture, ho potuto riscontrare che gli orientali sanno essere molto più pratici ed allo stesso tempo molto rispettosi. I giapponesi aggiungono al termine del nome l&#8217;appellativo <em>San</em>, che equivale al nostro signore o signora: quindi Suzuki <em>San</em>, Kawasaki <em>San</em>, Honda <em>San</em>&#8230;etc. Lo stesso fanno i coreani, aggiungendo <em>Nim</em> alla fine del nome: Kim cho <em>Nim</em>, Kim ni ha <em>Nim</em>, Kim cho min <em>Nim</em>&#8230;e così via! Raccogliendo informazioni dagli stessi protagonisti, mi sembra di aver capito che <em>San </em>e <em>Nim </em>travalicano ogni distinzione di sesso, stato sociale e civile. Invece noi occidentali, e nello specifico noi italiani, no! Prima di rivolgerti ad una signora devi fare una rapida valutazione del suo stato civile, basandoti sull&#8217;età, aiutandoti con una sbirciatina alla mano destra, per poi dire: &#8220;Signorina Rossi&#8221;. La signorina Rossi però non ci stà, e con grande disappunto precisa &#8220;prego, Signora!&#8221;.  Quindi una valutazione sbagliata: seppure di soli 24 anni, la signora Rossi ha già due figli ed è sposata da tre anni, e per quanto riguarda l&#8217;anello che non c&#8217;è, beh, la signora Rossi è allergica ai metalli!</p>
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		<title>l&#8217;ipocondriaco</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Jan 2008 17:26:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>eva6mila</dc:creator>
				<category><![CDATA[il check-in]]></category>
		<category><![CDATA[l'individuale]]></category>

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		<description><![CDATA[Capita spesso che tra i clienti cinesi ci sia quello che ti chiede dove si trova il più vicino ristorante cinese.  Per molti giapponesi, invece, è importante individuare il più vicino supermercato. I coreani, sempre sprovvisti di riduttori di corrente, chiedono frequentemente dove possono trovare il ferramenta.
Molto spesso l&#8217;italiano invece ti chiede: &#8220;dove si trova la farmacia?&#8221;
Il primo giorno di vacanza del [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=eva6mila.wordpress.com&blog=2411159&post=9&subd=eva6mila&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Capita spesso che tra i clienti cinesi ci sia quello che ti chiede dove si trova il più vicino ristorante cinese.  Per molti giapponesi, invece, è importante individuare il più vicino supermercato. I coreani, sempre sprovvisti di riduttori di corrente, chiedono frequentemente dove possono trovare il ferramenta.</p>
<p>Molto spesso l&#8217;italiano invece ti chiede: &#8220;dove si trova la farmacia?&#8221;</p>
<p>Il primo giorno di vacanza del turista italiano lo definisco &#8220;il giorno della decompressione&#8221;; ancora impastato nei suoi piccoli <em>drammi</em> quotidiani,  passa in analisi tutti i suoi lievi disturbi, terrorizzato dal fatto che uno di questi si possa acutizzare e trasformare la vacanza tanto agognata in un incubo. In genere si tratta di farmaci da banco, quindi per disturbi leggeri, ma questo non importa: anche se per raggiungere la prima farmacia di turno disponibile (chissà perchè poi capita sempre di sabato o domenica)  gli prospetti un percorso ad ostacoli, degno da giochi senza frontiere, lui non demorde&#8230;&#8221;questo mal di testa potrebbe essere un principio di meningite&#8221;!</p>
<p>I più pigri alla fine, rinunciano alla farmacia, ma finiscono per <em>rimpallarsi</em> la colpa su chi di loro avrebbe dovuto ricordarsi di mettere un analgesico in valigia.</p>
<p>C&#8217;è poi il turista che probabilmente non ha nessun sintomo, ma lo prevede. Si sente semplicemente rassicurato dell&#8217;esistenza di una farmacia nei dintorni&#8230;&#8221;non si sa mai&#8221;!</p>
<p>Anni fa mi capitò una coppia in viaggio di nozze. Lei era preoccupata del fatto che, ogni volta che entrava in camera, veniva colta da una vampata di calore accompagnata da una vertigine. Mi scelse come <em>consulente medico</em> chiedendomi un parere su questo malore, forse attribuibile ad un colpo di frusta avuto qualche mese prima, oppure al ciclo mestruale, che quel mese era meno abbondante del solito. Fu allora che pensai che a tutte le <em>facilities </em>offerte nel mio hotel poteva aggiungersi anche un servizio di <em>consulenza psichiatrica&#8230;</em>sicuramente redditizio!</p>
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