Mi era sembrato di aver sentito una goccia cadere sulla testa. Altri 10 secondi e ne ho sentita un’ altra. Quando alzai la testa vidi sul soffitto una vistosa ed estesa macchia d’umidità. Chiamai pertanto il manutentore il quale mi disse che probabilmente il tubo della vasca della camera 6 era rotto; appena il cliente fosse uscito lui sarebbe andato prontamente ad effettuare la riparazione o, perlomeno, a valutare l’entità del guasto.
Aspetta e aspetta, ma il cliente dalla camera 6 non usciva. Finché vidi una specie di ruscelletto sgorgare in modo inspiegabile dalla cima delle scale di fronte a me. Allertai di nuovo il manutentore, che corse immediatamente alla scoperta della sorgente del ruscello, e la scoprì sotto la porta della camera 6. Dopo diversi tentativi di aprire la porta, tra bussate e telefonate in camera, si decise per sfondare la porta. In un nano secondo ci balenò in testa la possibilità che il cliente avesse scelto come sistema di suicidio il meno probabile: riempire la camera d’acqua fino ad annegarvi!
E uno, e due, e tre…finalmente la porta si spalancò. Il cliente era in realtà una cliente, anziana e giapponese, che se ne stava addormentata (ai nostri occhi era morta) nella vasca, avvolta in una cappa densa di vapore, con una temperatura nell’aria di circa 40°. L’acqua aveva invaso tutta la camera. Il parquet era praticamente inzuppato. Appena provammo a toccarla, perlomeno per sentire se ancora respirava, la signora si ridestò urlando. Immaginate la scena: lei nuda, tutta raggrinzita, si sveglia e vede quattro persone estranee intorno a lei…e chi è che doveva urlare?
Pare che i giapponesi abbiano proprio una mania per il bagno caldo. Spesso è la condicio sine qua non per la scelta dell’hotel. Quindi se pensate di aprire un albergo, e di ospitare clientela giapponese, scordatevi la doccia. E’ capitato anche un’altra volta che una ragazza giapponese è svenuta nella vasca per la pressione bassa, a causa del bagno troppo caldo dopo una sfiancante giornata di giri turistici (nonostante si fosse sostenuta tutto il giorno con le formidabili prugne secche macerate nell’aceto, che i giapponesi portano sempre con loro). Fortunatamente aveva lasciato la porta aperta, e per la gioia del facchino, era proprio una bella ragazza!
Tutt’altra storia riguarda i cinesi. La vasca temo proprio che non sappiano cosa sia:
letto supplementare?
lavatoio?
o grande wc, come è capitato purtroppo di verificare?
I cinesi amano farsi la doccia, ma fuori dalla vasca, al centro del bagno, dove si trova un piccolo scarico per le pulizie quotidiane della cameriera, o almeno fino a dove arriva il tubo del doccino. Questo, come ben capirete, provoca un allagamento del bagno e dei locali limitrofi, e non poca irritazione del cliente che sembra incolparci dello scarico ostruito. “Ma di quale scarico parla? L’unico esistente è quello dentro al grande wc, o lavatoio o letto supplementare!” vorrei dirgli. Ma non sempre è facile comunicare con alcuni di loro, sopratutto con quelli che non conoscono la vasca e fanno la doccia al centro del bagno! Il facchino adottò allora un modo efficace e schietto per spiegare a questi clienti come si usa la doccia: entrare nella vasca, allocare il doccino nell’apposito sostegno al di sopra della testa, e darsi una bella strofinata di piacere su tutta la pancia!