May I help you, sir?
Lavoro da anni in hotel. La mia mansione è quella di receptionist o, per dirla in italiano, segretaria di ricevimento. Ovvero appartengo al reparto che più rappresenta l’albergo, proprio come un biglietto da visita. La mia posizione mi regala un eccezionale punto di vista sulla gente in viaggio, sia per piacere sia per lavoro, da cui si possono raccogliere interessanti informazioni sugli usi e costumi di questo mondo in transito davanti al mio bancone.
L’apprendimento di tre lingue è stato il passaggio obbligato per entrare in contatto con esso, ed è stato emozionante come quando si cerca una stazione radiofonica su una banda disturbata e all’improvviso se ne intercetta una limpida e chiara.
Il sorriso e la gentilezza sono le principali qualità che deve avere un buon receptionist; il modo di salutare e di parlare incide molto sull’esito positivo o negativo di un soggiorno. Facendo questo lavoro ho imparato che un proprio disagio mentale può essere contagioso come un virus, che tradotto suona: se ti girano le palle il cliente rimane nervoso per tutto il soggiorno senza sapere il perché. Quando fai della parola il tuo impiego, non solo finisci per agognare un lavoro con video terminale nell’angolo più isolato di un ufficio, ma scateni anche degli anticorpi contro l’intossicazione da genere umano e finisci per utilizzare qualsiasi trucco diabolico, anche quello psicologico, per difenderti dai nervosismi altrui. In queste occasioni si denota l’abilità del bravo receptionist: nascondere il più possibile la propria responsabilità sull’umore del cliente. Per fortuna questi episodi di saturazione non sono frequenti, e per chi come me ha una predisposizione all’apertura mentale e multiculturale, può godere della magnifica opportunità che quotidianamente gli si offre.
elvis detto
E sì, questo blog meritava di essere pubblicato!!!! Complimenti e non mancherò agli episodi… Magari, con un po’ di tempo, si aggiungeranno gruppi altrettanto esotici come… gli spagnoli!!! Non vedo l’ora!!!
eva6mila detto
Elvis, per gli spagnoli dovrai ancora aspettare che riesca ad inquadrarli meglio. Per il momento mi arriva solo una gran caciara, un pò come sono in grado di fare gli italiani all’estero. Non so se tu li conosci bene, ma forse mi potrai spiegare perchè io riesco a capirli pur non conoscendo la lingua spagnola, mentre loro, al contrario, non capiscono niente del mio italiano…?
bibomedia detto