Popey 1
Pubblicato da eva6mila su Marzo 7, 2008
Fino a un po’ di tempo fa, nel mio hotel, arrivavano diversi americani, da sempre considerati come buona clientela, nel senso che non badavano a spese. Oggi sono sempre di meno, e anche loro, come gli europei, si adattano a soluzioni low cost.
Il turista americano era quello che noleggiava un auto con conducente per un intero giorno, capace di fargli anche da guida turistica in lingua. Oggi, invece, il cliente americano tende a comportarsi come turista “fai da te”, com’è il caso del signore che è arrivato nel mio hotel. Un uomo rosso ed esageratamente fuori peso, accompagnato dalla madre troppo anziana per aver potuto sopportare un viaggio così lungo (eppure ce l’ha fatta), mi chiede dove può trovare un negozio di gadgets cristiani (traduzione letterale). Mi viene in mente una via in prossimità del Pantheon, famosa a Roma proprio per questo tipo di negozi, gli stessi dove si riforniscono i preti. Il cliente allora mi chiede come poterci andare, in quanto si rende conto di stare in una zona periferica della città. Gli propongo un taxi, visto che è già un miracolo che la madre sia riuscita a fare la traversata dell’Oceano, ed escludo che possa sopportare la traversata di Roma con i mezzi pubblici. Ma lui insiste, soprattutto dopo avergli detto che il taxi costerebbe € 29,00 in più rispetto all’autobus.
Approfittando del momento di calma presso la reception, decido di dedicarmi al cliente con ampie spiegazioni: “So, you can catch the bus 790 until Magliana Station, and from there the metro until Colosseo, and from there the bus 87 until here”, indicandogli un cerchio rosso sulla mappa Largo Argentina, e poco distante la via con i negozi che cerca. Gia’ da qui mi chiede la distanza tra la fermata del bus e la via, perchè mi dice che proprio non ama camminare. Eppure già dalla mappa si vede che sono vicinissime, comunque lo tranquillizzo: “few metres sir, 30 metres”. Lui rimane con lo sguardo fisso sulla mappa, e con una lentezza impressionante comincia a segnare con la penna degli strani segni, ripercorrendo a mente i vari passaggi e dice:” ok the bus 87 until here” ed indica la stazione Magliana, ” and then 790″. Allora gli rispondo:” no, no, sir 790 before and then 87″. Vicino a quei segni che aveva scritto in precedenza, aggiunge i numeri degli autobus. Non lo vedo convinto, infatti mi chiede dov’è la fermata del 790. Gliela indico al di là della vetrata, ma mi accorgo che non è sufficente. Così tiro fuori una cartina della mia zona e gli indico la fermata. Prende in mano il foglio e comincia a girarlo in più versi. Mi chiedo cosa stia facendo, proprio non capisco. Dopo mezzo minuto di giri di foglio mi chiede le coordinate spaziali: “where’s the North?”, ed io “Here sir, here”. Ma che gli servirà sapere dov’è il Nord? Comunque ancora ho del tempo da dedicargli, quindi continuo ad assecondare le sue stranezze.
Poi mi chiede dov’è un negozio il cui nome glielo ha fornito in precedenza il mio direttore. Quel nome non mi dice niente, allora mi rivolgo al mio direttore chiedendogli dove si trovi, e lui mi dice:”Via della Conciliazione”, ed io “si vabbè ma su quale lato?”, “ma chi se lo ricorda? Via della Conciliazione e basta”, ma io insisto “guardi, lei non capisce, ho bisogno di sapere esattamente a che punto di Via della Conciliazione si trova il negozio che cerca questo signore, altrimenti mi si pianta qui come un mulo “, per fortuna capisce la mia situazione e mi dice “all’angolo destro, si, all’angolo destro”. Ho capito, ne ha sparata una, un suggerimento per fare lo stesso con il cliente e così, mostrandogli via della Conciliazione sulla mappa, gli indico un angolo a caso dicendogli: “the shop is here”, ma poi pentendomi subito gli aggiungo: ” more or less”.
“How can I get to Via della Conciliazione?”, semplice penso, metà del lavoro, almeno fino alla metro è stato fatto, e così ripeto, in modo frettoloso, visto che era la terza volta che gli ripetevo lo stesso tragitto: “You catch the bus 790 until Magliana”, e aggiungo, “from there you get the Metro to Termini, then you change the line ang get off to Ottaviano and take a walk to Via della Conciliazione”. A questo punto, mi rendo conto che non aveva capito che quella cartina che gli avevo messo sotto gli occhi, con due linee tracciate e tanti nomi vicino, fosse il tracciato delle uniche due linee di metropolitana che esistono a Roma. Incredibile, forse pensava che fossero le uniche due strade esistenti a Roma, non so come spiegarmelo, sta di fatto che ho dovuto tirar fuori tutti i nomi anglofoni per fargli capire che si trattava della metropolitana: “this is the metro map, the underground” e ci provo pure con l’inglese:”this is the tube!”. Ma lui ancora con fare perplesso mi chiede come poter cambiare da una metro all’altra, che tipo di indicazioni troverà, e soprattutto se è facile. A questo punto alzo le mani. Questo qua mi chiede se è facile cambiare linea di metropolitana? Assolutamente no, è l’esperienza più pazzesca che ti possa capitare, anzi prendi un biglietto da visita del nostro albergo, con l’indirizzo e tutto, così in qualsiasi punto ti trovi puoi prendere un taxi e tornare, e vorre aggiungere…deficiente! Resosi conto della mia punta di esasperazione, decide di darsi un tono da grand viveur, e guardando il Tevere sulla mappa mi chiede in che direzione fluisca. Non ci posso credere, ma che gli frega? Ok, decido ancora di essere paziente e gli indico la direzione, e lui “I’m a sailor, I travelled all around the world by the ship”. Ora capisco, è un navigatore, e se solo potesse prendere una barca, anche piccolissima, si girerebbe Roma con estrema facilità e disinvoltura. Chissà da quale Stato degli USA viene il marinaio, la curiosità è forte a questo punto, e penso dal Massaschussets, in giro per i mari del Nord, o dalla Florida, in giro dei mari del Sud. Ma lui, inghiottendo la solita patata che contraddistingue il tipico accento americano mi risponde: “Texas!”.
Hendra detto
nice post